Consigli · Musica

Tuo figlio non vuole esercitarsi al pianoforte o alla chitarra? Ecco come affrontare la situazione

Tuo figlio voleva imparare a suonare uno strumento, e ora ogni sera di esercizio si trasforma in una discussione. È una cosa normalissima. Ecco sei cose che puoi provare a fare, con o senza app.

Di Hans Vlasblom, papà e creatore di SkillQuest · 4 minuti di lettura

1. Inizia con cinque minuti

Mezz’ora di esercitazione è una montagna da scalare per un bambino. Cinque o dieci minuti sembrano fattibili, e di solito poi suonare parte da solo.

Fare brevi sessioni ogni giorno funziona meglio che una sola lunga sessione nel fine settimana. La tua mano e la tua mente imparano di più se suoni spesso per poco tempo.

Mettiti d’accordo che bastano cinque minuti. Se poi tuo figlio continua a suonare di sua spontanea volontà, bene. Altrimenti, hai comunque rispettato l’accordo e domani la soglia sarà di nuovo più bassa.

2. Scegli un momento fisso

Collega l’esercizio a qualcosa che succede comunque ogni giorno: subito dopo la scuola, dopo cena o prima di lavarsi i denti. Così non dovrai negoziare ogni giorno da capo.

Metti lo strumento in un posto dove tuo figlio ci passi davanti. Una chitarra nell’armadio rimane nell’armadio.

Scegli un momento in cui tuo figlio ha ancora energia. Subito prima di andare a dormire, quando sono tutti stanchi, di solito non è il momento giusto.

3. Lascia che tuo figlio partecipi alle decisioni

Offri una scelta tra due opzioni: prima la canzone della lezione o prima quella che piace di più a lui. Oppure: esercitarsi adesso o tra un quarto d’ora. In questo modo tuo figlio avrà la sensazione di poter dire la sua.

Prova anche a suonare qualcosa che non c’entra con la lezione, come una canzone di un film o un giochino. Anche quello è un modo per esercitarsi.

Aiuta anche guardare insieme a cosa tuo figlio vorrebbe riuscire a suonare. Un bambino che vuole imparare una canzone che gli piace davvero, di solito si esercita di più per riuscirci.

4. Rendi visibili i progressi

Spesso i bambini non si rendono nemmeno conto di stare migliorando. Per questo è utile mostrare loro quanto si sono già esercitati: un calendario con un segno di spunta ogni giorno, degli adesivi o un timer che tiene il conto.

Da noi ha funzionato anche con la lettura: se tuo figlio vede che tutti quei piccoli momenti si sommano, diventa più facile fare anche il prossimo.

Non importa come lo fai. L’importante è che dopo una settimana tuo figlio possa dire: «Ecco cosa ho fatto». Per molti bambini questo è un motivo migliore per continuare rispetto al semplice «perché bisogna farlo».

5. Apprezza l’impegno, non solo il risultato

Digli “che bello che tu abbia suonato di nuovo oggi” invece di “suonava ancora stonato”. I risultati miglioreranno da soli, ma è tuo figlio che deve continuare a impegnarsi.

Chiedi ogni tanto a tuo figlio se vuole suonare qualcosa per te e ascoltalo davvero. Non costringere tuo figlio a suonare davanti a parenti o amici se non vuole.

I premi possono anche essere piccoli. Basta un adesivo o una spunta; l’importante è la sensazione di essere notati.

6. Sappi quando fermarti

Se tuo figlio sta davvero passando una brutta giornata, smetti senza fare storie. La coercizione rende l’esercizio una seccatura, e non è certo quello che vuoi.

Se va avanti per settimane, parla con l’insegnante. Forse il brano è troppo difficile, la lezione troppo lunga o lo strumento non va più bene. A volte una pausa o un altro strumento sono la soluzione migliore.

A un bambino può capitare di avere meno voglia di fare, anche solo per un po’. In questi casi, guarda soprattutto al quadro generale: se dopo un paio di settimane le cose migliorano, significa che si è trattato solo di un momento di calo.

Domande frequenti

Per quanto tempo deve esercitarsi mio figlio ogni giorno?
Dipende dall’età e dal livello. Chiedilo all’insegnante. Per i principianti, di solito bastano dai cinque ai dieci minuti al giorno; un po’ ogni giorno è meglio che ogni tanto per molto tempo. Chiedi anche cosa preferisce l’insegnante: sessioni più brevi e più frequenti o un po’ più lunghe in giorni fissi.
Devo punire o premiare mio figlio per aver fatto pratica?
Le punizioni spesso sortiscono l’effetto contrario. Piccole ricompense, come un adesivo o una spunta, possono aiutare. Loda soprattutto l’impegno che ci mette tuo figlio, anche se per ora non suona ancora bene.
Ma un’app non è semplicemente altro tempo davanti allo schermo?
In SkillQuest il timer continua a funzionare mentre tuo figlio gioca; nessuno deve guardare lo schermo. Lo schermo serve solo per avviare il timer e per vedere il riepilogo dopo la sessione.
Quanto costa SkillQuest?
L'installazione è gratuita e non ci sono pubblicità. C'è anche una versione a pagamento con funzionalità extra; puoi vedere cosa include direttamente nell'app.
Il bambino non vuole esercitarsi con lo strumento: 6 consigli | SkillQuest